una ricerca continua
VENERDI 8 giugno dalle 19:00 aperitivo … … a seguire presentazione del libro Guido Candela e Antonio Senta LA PRATICA DELL'AUTOGESTIONE Edizioni Elèuthera saranno presenti presente gli autori Guido Candela e Toni Senta
Oggi che la razionalità dell'homo oeconomicus, basata su individui parcellizzati ed egoisti, è sempre più messa in discussione dopo i disastri umani e ambientali cui ha portato, un'altra razionalità va configurandosi nello spazio socio-economico, quella dell'homo reciprocans, basata su un altruismo cooperativo e solidale che trova nell'autogestione gli strumenti più adatti per trasformare la società.

L'autogestione, intesa come una pratica organizzativa caratterizzata da forme di cooperazione non gerarchica, è una trasformazione del tessuto socio-economico immediatamente applicabile in ogni tempo e spazio. Intrecciando discipline diverse, un economista e uno storico dimostrano – ricorrendo anche a test sperimentali basati sulla teoria dei giochi – come sia non solo possibile ma persino conveniente sostituire la prevalente I-rationality, basata sulla competizione e l'interesse personale, con una emergente we-rationality, basata sulla solidarietà e l'aiuto reciproco. Si delinea così un'inedita analisi che peraltro conferma quello che i libertari vanno sostenendo da oltre centocinquant'anni, ovvero che l'idea di una società cooperativa gestita dal basso non è un'utopia ma un progetto a portata di mano. Come testimoniano le molteplici correnti autogestionarie già attive nel tessuto sociale – dalle scuole libertarie alle reti di produzione e consumo, dai fautori dei beni comuni ai movimenti per la decrescita, ecc. – che vanno sperimentando in una miriade di qui e subito le tante forme dell'autogestione.



Guido Candela, già docente di Politica economica, è professore Alma Mater nel Dipartimento di Scienze economiche dell’Università di Bologna.



Antonio Senta (Fiesole, 1980), ricercatore presso l'Università di Trieste, è membro del comitato scientifico dell'Archivio Famiglia Berneri-Chessa di Reggio Emilia e della collana OttocentoDuemila promossa dall'associazione Clionet.

Riunione 1° MAGGIO 2018 come tutti gli anni … Primo Maggio anarchico a Imola

per un mondo senza confini e senza sfruttamento
per un 1° maggio antimilitarista
per un 1° maggio anticapitalista
per un 1° maggio antirazzista
per un 1° maggio antisessista
per un 1° maggio contro la repressione

VIVA LA LIBERTÀ DI TUTT*
per un mondo di solidarietà e uguaglianza
programma:
Piazzetta dell’Ulivo
ore 11 comizio del compagno Vinoscky
distribuzione della stampa ed editoria libertaria
a seguire presso la sede dell’Archivio Storico della Fai, via f.lli
Bandiera n. 19
pranzo sociale
C’E' POCO DA STARE ALLEGRI, ANZI ...
Sfruttamento, precarietà, contratti di solidarietà, cassaintegrazione,
licenziamenti, migranti senza tutele, razzismo, disoccupazione,
inoccupazione, lavoro nero…Contro questa società basata sul furto delle
nostre vite, sulla emarginazione, sulla discriminazione, per un mondo
senza confini, senza barriere, riaffermiamo il nostro diritto alla
solidarietà, all’autogestione, alla libertà.
IL 1° MAGGIO È NATO ANARCHICO

Riunione 7 aprile 2018 sabato ore 14:30 INCONTRO PUBBLICO CON LA COOP IRIS
GASimola
Assemblea degli anarchici imolesi

INCONTRO PUBBLICO CON LA COOP IRIS

agricoltura biologica
gestione diretta e proprietà collettiva
40 anni di lavoro e partecipazione per una giusta economia e il rispetto dell'ambiente

Riunione 18 marzo 1871 - 18 marzo 2018 domenica dalle ore 12 gli anarchici imolesi ricordano la Comune di Parigi grande pranzo sociale di autofinanziamento e convivialita'
a seguire:

•chiacchierata sul significato storico /politico della Comune
•musica con Wolfman reggae selectah (UK)

Il 18 marzo 1871 a Parigi il popolo in armi, appoggiato dalle truppe regolari alloggiate nella capitale, da inizio alla rivolta che sfocia nella proclamazione della Comune. Nei giorni seguenti la Comune viene proclamata anche in altre importanti città francesi.
La Comune di Parigi sorge in aperta opposizione al governo della neonata Terza Repubblica (proclamata il 4 settembre 1870) che ha tentato di reprimere le maggiori spinte rivoluzionarie di carattere socialista e federativo, nonché di favorire la pace con la monarchia Prussiana (guerra franco-prussiana 19 luglio 1870 – 10 maggio 1871) come preludio alla restaurazione della monarchia francese. La capitale francese è circondata dall’esercito prussiano a partire dal 19 settembre 1870 e la situazione alimentare ed igienico-sanitaria in città peggiora progressivamente. Nonostante la preponderanza di forze il governo repubblicano non attua alcun serio tentativo di rompere l’accerchiamento.
La Comune parigina si caratterizza come la prima insurrezione a carattere socialista. Molto influenzata dalle tesi proudhoniane, di stampo anarchico e libertario, vede la partecipazione anche di esponenti comunisti (allora chiamati “blanquisti”) e di neo-giacobini. La Comune di Parigi adotta a proprio simbolo la bandiera rossa e promulga una serie di decreti che non hanno precedenti nella storia dell’occidente moderno.

Riunione SABATO 27 gennaio 2017 ore 17:30 Imola dal '68 al '77. MOVIMENTI E GRUPPI EXTRAPARLAMENTARI DI SINISTRA presente l'autore Filippo Servadei
1968-1977, un "quasi decennio" che ha sconvolto la società italiana a tutti i livelli. Una fase della nostra storia complessa da analizzare a causa delle sue molteplici sfaccettature e delle interconnessioni tra la dimensione locale, quella nazionale, e quella globale. Ma, anche un periodo storico spesso appiattito su definizioni troppo semplicistiche che ne colgono solo aspetti parziali, ancora appesantito da reticenze e segreti sia da parte di coloro che ne furono i protagonisti sia a livello istituzionale.
In occasione del cinquantenario dall'inizio di quella "era" una serata di dibattito su questi temi con la presentazione della tesi di laurea magistrale
Una occasione per una chiacchierata su questi eventi ormai relativamente distanti a livello temporale ma che ancora fanno sentire il loro peso. Se non altro per il fatto che spesso simboleggiano un "trauma" e che la conclusione di questa fase storica ha, sotto molti aspetti, comportato una frattura netta tra le generazioni che l'hanno vissuta, e quelle che sono venute dopo.


Da noi l’estate 1968 scivola via in una città che si riflette compiaciuta nella XVI Fiera del Santerno ed è orgogliosa di ospitare il 1° settembre sul circuito dei Tre Monti i campionati mondiali di ciclismo. Il movimento studentesco fa stampare (senza riuscire a distribuirlo) un volantino che vuole ricordare al pubblico degli sportivi la lotta dei Vietcong.


IL PIANETA MANGIATO La guerra dell’agricoltura contro il pianeta DISSENSI edizioni Mauro Balboni è nato Bolzano nel 1958 e vive oggi in Svizzera (dopo essere passato per Austria e Inghilterra). Si è laureato in Scienze Agrarie all'Università di
Il libro non fa sconti e farà discutere, ma qui parlano i dati.

“No, il Pianeta Mangiato non è l’ennesima dieta salva-umanità, o salva-ambiente. E’ un segnale di allarme: qualunque dieta vi siate già confezionati, qualunque sia il tipo di agricoltura che soddisfa le vostre aspettative, per salvare il mondo dovranno essere condivisi anche dai miliardi di noi che non sanno neanche di cosa stiamo parlando, e dei miliardi che non hanno il potere d’acquisto per scegliere niente. Altrimenti qualunque scelta sarà sbagliata. E potremmo non avere una seconda occasione. Scritto da un ex dirigente di livello internazionale nel settore dell’agroindustria, è un libro di denuncia ma è anche un invito e uno stimolo al cambiamento.”
Mauro Balboni è laureato in Agraria all’Università di Bologna, cosa da tenere ben a mente perché troppe volte ci si trova a discutere con vegetariani, fruttariani, primitivismi, vegani, respiriani, onnivori, carnivori e ognuno afferma che la sua scelta era la “soluzione”. Per non parlare di chi ha trovato la “soluzione finale”, i primitivisti raccoglitori/cacciatori e gli anticivilizzatori.
Molto, ma molto raramente ci si trova a discutere con chi ha una preparazione seria e sa almeno cosa sia l’agricoltura, non serve necessariamente sapere cosa sia la fototosintesi clorofilliana o cosa sia e chi produce metano enterico, ma almeno la differenza tra un cereale e un frutto questo si.
Siamo tutti animati da buone intenzioni, ma molti con la loro verità e già questo deve far pensare.
A Gioacchino Rossini chiesero un giudizio, richiesto, su un’opera “C’è del nuovo e c’è del bello. Ma il bello non è nuovo e il nuovo non è bello”. Ecco, questa è l’attuale situazione e di qui bisogna uscirne.
“Si chiama AGRICOLTURA. Oggi è un’industria dai molti danni collaterali: ha inventato una pandemia, la globesità; si beve il 70% dell’acqua dolce del pianeta; ha sconvolto cicli geochimici planetari; è tra le cause del riscaldamento. Dobbiamo cambiarla. Ma non sappiamo come, combattuti tra l’ottimismo dominante della crescita continua (ribattezzata all’occorrenza “sostenibile”) e l’idealizzazione del cibo pre-industriale (che sfamava 1 miliardo di persone, ma forse non i 10 miliardi del 2050) Mentre incombe la sfida finale, all’incrocio più pericoloso della civilizzazione umana: produrre cibo su un pianeta caldo e ostile, con sempre meno terra fertile ed acqua per irrigare. Dove il grano per la pasta potrebbe arrivare dall’Artico, i pomodori dai tetti del vostro quartiere e le proteine sintetiche dai batteri di un laboratorio.”
La società olandese di prodotti caseari Numico, di proprietà del colosso Danone, trasferirà 5000 mucche da latte olandesi e tedesche in Russia.
Gli animali saranno trasportati a 4.500 km, in uno stabilimento in Tyumen, nella Siberia occidentale.
In Svizzera ci sono dai 30/40.000 bovini in eccedenza, dato che diventa di oltre 300/400.000 sommando le eccedenze di tutti i paesi limitrofi. La produzione di prodotti vegetali sono anche loro eccedenti.
Per cui arriviamo al paradosso che il surplus dei prodotti dall’agricoltura uccide più che la fame. Sovrappeso e obesità (2.000.000.000 in tutto il mondo e con crescita anche nei paesi poveri) uccidono oggi nel mondo più persone della fame.
Big Food/Big business sa già esattamente cosa fare e da tempo.
Non ci sarà meno agricoltura, ci sarà più agricoltura, quella che sta divorando il pianeta.
Ha già pianificato tutto e da tempo. Non ce ne siamo accorti.
Entrate in un supermercato e con attenzione guardate i prodotti alimentari, non sono gli stessi di anni fa. Sono cambiati, l’offerta è cresciuta. Il prodotto vegetale fresco non esiste quasi più. E’ stato sostituito dal prodotto congelato oppure in un aumento di offerta di ogni genere di cereali o semi. Crescita dell’offerta di carni trasformate in prodotti a lunga conservazione, gli insaccati. Improvvisamente è apparso lo yogurt.
Tutte proteine prodotte in eccedenza che sono proposte trasformate, non riconoscibili. Big Food ha indotto e induce in continuazione nuovi bisogni.
Un esempio? Pets! Animali domestici. In Italia ce ne sono 60.000.000 e devono tutti mangiare, possibilmente sano, nutriente, vegetariano o vegan anche se canidi o felini. Non faccio polemiche, ma tenere milioni di uccelli in gabbia o pesci in un vaso è un abominio e umanizzare gli altri animali domestici è stato un colpo da maestro di Big Food/Big business.
Pensavamo che “biologico”, “chilometro zero”, “vegan” fossero la giusta strada? Dobbiamo ripensare questi termini perché Big Food/Big business se ne è impossessato.
Rientrate nel supermercato. Da tempo sono apparsi reparti dedicati: “bio”, “vegan”, “chilometro zero”. Piccolo particolare, costano molto. Il ricarico medio, dal costo di produzione al prezzo di vendita, è molto più alto che nei prodotti normali.
Big Food/Big business si è trovato un bisogno nuovo senza muovere un dito e a costo zero. Abbiamo lavorato, gratis, per loro.
La soluzione per fermare questa folle corsa verso il baratro?
Tecnicamente non impossibile.
Difficile, ma necessario, un cambio radicale del nostro pensiero e del nostro rapporto che abbiamo su alimentazione e agricoltura.
Questo libro è di facile lettura, ma può essere di non facile digestione.
Ma sono i dati riportati che fanno sentenza.
Non da una soluzione certa e sicura, porta a pensare in modo diverso.
Da qui si deve ripartire e stare ben attenti a non lavorare gratis ancora una volta per Big Food/Big business.
Un solo consiglio, prima di criticarlo, va letto e digerito.

1° MAGGIO ANARCHICO 2017 A IMOLA
PROGRAMMA:

Piazzetta del­l’Ulivo.
Alle ore 11 comizio del compagno Giorgio Prantoni.
Distribuzione della stampa ed editoria libertaria.
Mostra dell'artista Carlo Ferri.

A seguire presso la sede dell’Archivio Stori­co della Fai, via frat. Bandiera n. 19
Pranzo so­ciale

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Nel pomeriggio nel fossato e nel prato della Rocca
Avrà luogo la tradizionale Coppa del Precario organizzata dai compagni del CSA Antifascista Brigata 36 di Imola.

C’E' POCO DA STARE ALLEGRI, ANZI ...

Sfruttamento, precarietà, contratti di solidarietà, cassaintegrazione, licenziamenti, migranti senza tutele, razzismo, disoccupazione, inoccupazione, lavoro nero…Contro questa società basata sul furto delle nostre vite, sulla emarginazione, sulla discriminazione, per un mondo senza confini, senza barriere, riaffermiamo il nostro diritto alla solidarietà, all’autogestione, alla libertà.

"ABITARE ILLEGALE" Etnografia del vivere ai margini in Occidente di Andrea Staid milieu edizioni
SABATO 22 aprile 2017 ore 17:00

Presentazione del libro


Quando abbiamo smesso di costruirci le nostre case? Saggio antropologico ed etnografico, in Etnografia del vivere ai margini in Occidente (Milieu) Andrea Staid analizza le forme dell’informalità dell’abitare in Occidente. Un Occidente che troppo spesso viene visto come uniforme e monolitico mentre uno sguardo attento può trovare le tante possibilità di fuga praticate nelle più diverse forme

Tra Europa e Stati Uniti un viaggio nelle più differenti esperienze abitative, dalle case occupate italiane ai wagenplatz in Germania, dai villaggi rom e sinti del nord Italia, ai pueblos ocupados in Spagna. Ma non solo: ecovillaggi e comuni, slum urbani e baraccopoli, autocostruzioni e tendopoli. Una ricerca che decostruirà le certezze sull’abitare del così detto primo mondo.

Andrea Staid "Abitare illegale" Booktrailer

presenterà Andrea Staid docente, antropologo e autore del libro



Assemblea degli anarchici imolesi
Circolo Studi Sociali Errico Malatesta
Archivio Storico della FAI
FIP Via Fratelli Bandiera 19 Imola 6 aprile 2017

NATURA MORTA Proiezione del documentario con l'autrice sabato 4 marzo alle ore 18.00 e a seguire apericena vegan - Via Fratelli bandiera 19
Natura Morta – il biocidio invisibile a norma di legge. Un documentario di Tgmaddalena
Un reportage sulle drammatiche conseguenze della diffusione di glifosato ed altri erbicidi ad alta nocività, il ruolo dell’EFSA (l’autorità europea per la sicurezza alimentare, con sede a Parma), il dramma dell’Argentina, il caso degli ulivi pugliesi (Xylella fastidiosa) e l’inquietante scenario mondiale verso la perdita dell’autonomia alimentare e la dipendenza dalle multinazionali. In Italia è il rapporto dell’ISPRA sullo stato delle acque a rivelare una situazione probabilmente “non reversibile” ma, nonostante l’allarme le istituzioni italiane concedono rinnovi delle licenze a sostanze contenenti il glifosato anche fino al 2030, e le riviste del settore propongono erbicidi quasi come unica soluzione, ma è una piccola azienda agricola a dimostrarci come e perché sia possibile “prendersi cura” della terra rifiutando questo modello. Negli ultimi decenni sono tante le realtà che, rifiutando nettamente di cedere ad un certo ambientalismo che tende a rendere “sostenibile” qualcosa di inaccettabile, si oppongono radicalmente contro l’intera struttura di questo sistema di oppressione.

Aggiornamento settembre 2016: inserito nuovo decreto che riduce utilizzo del glifosato in associazione con il coformulante ammina di
sego polietossilata
Inserito anche approfondimento su acquisizione di Monsanto da parte di BAYER, “il peggio del peggio con il peggio del peggio"

Riunione IL RISPARMIO E L'EUROPA SABATO 28 GENNAIO ORE 17:30
Gli italiani sono da sempre un popolo con un'alta propensione al risparmio. Le recenti normative europee a proposito dei salvataggi bancari stanno mettendo a rischio proprio i risparmi accumulati dai cittadini italiani. Termini come "bail in", "burden sharing" da tecnicismi finanziari si stanno trasformando in un incubo per migliaia di famiglie. Perché? Quali sono i fenomeni che stanno dietro i crolli bancari? Cosa ci può aspettare nel futuro prossimo?

Giorgio Gattei, docente di economia all'Università di Bologna
Toni Iero, responsabile ufficio studi primario gruppo finanziario nazionale

Riunione Per amore - la rivoluzione del Rojava vista dalle donne di Silvia Todeschini
VENERDI 18 NOVEMBRE ORE 21.00 c/o Archivio Storico della FAI
Via F.lli Bandiera, 19 Imola

FEDERAZIONE ANARCHICA ITALIANA (1945-2015) MEMORIA MILITANTE, ESPERIENZE TERRITORIALI CONVEGNO STORICO NEL SETTANTESIMO DELLA FONDAZIONE 22 OTTOBRE 2016
IMOLA – Sala dell’Annunziata. Via F.lli Bandiera, 17/A
Al congresso di Carrara (14-20 settembre 1945) nasceva la FAI. Dopo la Resistenza gli anarchici riprendevano il filo del loro discorso rivoluzionario nel nuovo contesto politico e sociale italiano. Decimati nella lunga lotta antifascista, sconfitti nella guerra di Spagna, spettatori inermi della bolscevizzazione del movimento operaio, i vecchi militanti si apprestavano al duro passaggio dal protagonismo di massa primo novecentesco alla testimonianza. Così il movimento si rigenerava in una sorta di “neo-anarchismo” attraverso contaminazioni culturali con la sinistra eretica degli anni Cinquanta, con i movimenti di contestazione dei decenni successivi. Nel lungo Sessantotto italiano e fino all’era della globalizzazione, nuove generazioni raccoglievano il testimone di lotta e di impegno contribuendo a sedimentare identità e controculture sovversive libertarie, fino agli albori del nuovo millennio. Alcuni fra i militanti attivi e presenti negli ultimi decenni ne discutono oggi attraverso tre chiavi interpretative principali: l’indagine storiografica, la memoria individuale, la riproposizione delle esperienze organizzative territoriali

programma

ore 9,30
ASFAI, saluto e introduzione ai lavori

La memoria militante

discussant: Giorgio Sacchetti
contributors: Mariella Bernardini, Antonio Cardella, Tiziana Casati, Federico De Nitto, Rino Ermini, Aurora Failla, Ludovico Fenech, Giovanna Gervasio, Pippo Gurrieri, Gianni Landi, Alfredo Mazzucchelli, Enrico Moroni, Leonardo Muggeo, Patrizia Nesti, Soledad Nicolazzi, Massimo Ortalli, Settimio Pretelli, Fausto Saglia, Alfredo Salerni, Cosimo Scarinzi, Walter Siri, Alfredo Taracchini, Cristina Valenti.

ore 13,00
pausa

ore 15,00
Esperienze organizzative territoriali

discussant: Franco Schirone
contributors:Enrico Calandri, Francesco Fricche, Comidad, Giordano Cotichelli, Andrea Ferrari, Massimiliano Ilari, Domenico Liguori, Jorio Medici, Italino Rossi, Maurizio Zicanu.

ore 16,30
La FAI e gli snodi storici del secondo Novecento
discussant: Italino Rossi
contributors: Tiziano Antonelli, Franco Bertolucci, Massimiliano Ilari, Giorgio Sacchetti, Franco Schirone, Massimo Varengo, Claudio Venza.

ore 18,00
Pubblico dibattito
ASFAI, conclusione dei lavori

Riunione Spagna 1936 Anarchismo e Rivoluzione Convegno di studi a 80 anni dalla Rivoluzione Spagnola Sabato 23 luglio Sala dell’Annunziata in via F.lli Bandiera, 17/A – Imola a partire dalle ore 15:00
Relatori
Daniele Ratti Le radici delle due Spagne
Enrico Acciai
I primi volontari italiani in Spagna: la Sezione Italiana della Colonna Ascaso
Giorgio Sacchetti Aviazione legionaria: crimini fascisti nella guerra di Spagna

Nel corso della giornata saranno proiettati alcuni filmati originali prodotti dalla Cnt nel 1936-1937.
Sarà allestita la mostra LA CATALOGNA BOMBARDATA realizzata dal Memorial Democratic di Barcellona e una seconda mostra sugli anarchici italiani combattenti in Spagna.
Sarà inoltre esposta una piccola esposizione di reperti della Rivoluzione Spagnola

L’ULTIMA ERA PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI ENRICO MANICARDI EDIZIONI MIMESIS eterotopie, 2012 VENERDI 17 GIUGNO ORE 21:30
Comparsa, decorso, effetti di quella patologia sociale ed ecologica chiamata civiltà

Lo spettro della crisi agita ormai le preoccupazioni di tutti, ma la domanda più pertinente sembra essere elusa: che cos'è questa crisi che ci tormenta? È soltanto uno stato passeggero in procinto d'essere superato da una Nuova Economia, una Nuova Politica, una Nuova Ecologia, o è qualcosa di cronico, di radicato fin nel profondo del nostro stesso modo civilizzato di vedere le cose?

PRIMO MAGGIO ANARCHICO
Anche quest’anno l’Assemblea degli Anarchici Imolesi promuove una giornata di mobilitazione per la lotta sociale in occasione della giornata del 1° Maggio.
Alle ore 11, in Piazza dell’Ulivo, comizio dei compagni operai Paolo FAZIANI e Ivan MONTEFIORI.
Distribuzione della stampa anarchica e volantinaggio.
A seguire pranzo sociale di autofinanziamento presso la sede di Via Fratelli Bandiera 19.
Nel pomeriggio dalle 12 alle 19, quinta Coppa Precaria di calcetto (“Dare un calcio al precariato”) organizzata dal Centro Sociale Autogestito Brigata 36 di Imola.